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  • Quelli che si innamoran di pratica sanza scienzia, son come 'l nocchier, ch'entra in navilio sanza timone o bussola, che mai ha certezza dove si vada

    Leonardo da Vinci

  • Obbedire a natura in tutto è il meglio

    Francesco Petrarca

  • Ogni libro e' un giardino. Beato colui che lo sa piantare e fortunato colui che taglia le sue rose per darle in pasto alla sua anima!...

    Federico Garcia Lorca

  • Non ho paura delle parole dei violenti; mi preoccupa molto il silenzio degli onesti

    Martin Luther King

  • A me la caccia mi e' sempre stata antipatica

    Antonio De Curtis in arte Toto' - (Dal film 'I tartassati ' di Steno, 1959)

  • L'unico consiglio che mi sento di dare - e che regolarmente do -ai giovani è questo: combattete per quello in cui credete. Perderete, come le ho perse io, tutte le battaglie. Ma solo una potrete vincerne. Quella che s'ingaggia ogni mattina, davanti allo specchio

    Indro Montanelli, Soltanto un giornalista

  • Il Signore Dio piantó un giardino in Eden, a oriente e vi collocó l'uomo che aveva modellato. Il signore Dio fece spuntare dal terreno ogni sorta d'alberi, attraenti per la vista e buoni da mangiare. Il signore Dio prese l'uomo e lo pose nel giardino di Eden perchè lo lavorasse e lo custodisse

    Genesi

  • Meravigliosa è la forza dei deserti d'Oriente fatti di pietre, di sabbia e di sole, dove anche l'uomo più gretto capisce la propria pochezza di fronte alla vastità del creato e agli abissi dell'eternità, ma ancora più potente è il deserto delle città fatto di moltitudini, di strepiti, di ruote d'asfalto, di luci elettriche, e di orologi che vanno tutti insieme e pronunciano tutti nello stesso istante la medesima condanna

    Dino Buzzati, L'umiltà

  • Un filo d'erba non è niente di meno che il frutto del monotono lavoro delle stelle

    Walt Whitman (1855)

  • '- Lo so che la città sta allà e da quella parte sta andando perchè il piano regolatore così è stabilito, ma proprio per questo che noi da 'là la dobbiamo far arrivare qua!
    - E ti pare una cosa facile?
    - E cambiamo il piano regolatore?
    - Che cosa?
    - E po' cambiamo il piano regolatore?
    - Non c'è bisogno: la città va in là, e questa è zona agricola; e quanto la puoi pagare oggi? Trecento? Cinquecento, mille lire al metro quadrato? Ma domani questa terra, questo stesso metro quadrato, ne puó valere sessanta, settantamila, eppure di più! Tutto dipende da noi! il cinquemila per cento di profitto!
    - Eccolo là: ... quello è l'oro oggi! E chi te lo dà il commercio, l'industria, ...l'avvenire industriale del mezzo giorno si...
    - Investili i tuoi soldi in una fabbrica, sindacati, rivendicazioni, scioperi, cassa malattia... ,ti fanno venire l'infarto co' sti cose..., e invece niente affani e niente preoccupazioni... tutto guadagno e nessun rischio!
    - Noi dobbiamo fare solo in modo che il comune porti qua le strade, le fogne, e l'acqua, il gas, la luce e il telefono

    Rod Steiger nella parte di Edoardo Nottola nel film 'Le mani sulla città' (1963) diretto da Francesco Rosi. L'opera ha vinto il Leone d'oro del Festival di Venezia

CONTRASTO ALLA VULNERABILITA' SISMICA

AREA:  Progettazione sostenibile


Limosano (CB): danni sisma 2002
Limosano (CB): danni sisma 2002

Limosano (CB): fragilità sistema suolo-edifici
Limosano (CB): fragilità sistema suolo-edifici

Limosano (CB): demolizioni 2010
Limosano (CB): demolizioni 2010

Ripabottoni (CB): cratere sisma 2002
Ripabottoni (CB): cratere sisma 2002

Cos'è lo Studio per il Contrasto alla Vulnerabilità Sismica?
E' uno strumento di analisi qualitativa del tessuto urbano, applicabile prevalentemente nei centri storici, inteso come supporto all'attività di pianificazione urbana e di emergenza, che mira all'evidenziazione e al superamento delle criticità presenti dovute alla vulnerabilità sismica del sistema suolo-edifici.

Come funziona
Lo studio si basa principalmente sul rilievo-censimento speditivo degli edifici esistenti effettuato con l'ausilio di apposite schede pre-impostate per la raccolta standardizzata dei dati relativi all'anagrafe storica, strutturale, tecnologica, tipologica e geometrica del singolo fabbricato, dell'aggregato di cui è parte, e infine del contesto urbano in cui è inserito.
I risultati dello studio sono restituibili su più livelli di lettura, così da poter essere utilizzati in base al grado di approfondimento richiesto dalle applicazioni successive: dall'archiviazione conoscitiva della situazione edilizia esistente alla creazione di un database completo necessario per la pianificazione urbanistica particolareggiata e per la programmazione degli interventi mirati all'eliminazione della vulnerabilità stessa (demolizioni, diradamenti del tessuto edilizio, adeguamento sismico degli edifici).

Gli strumenti
Lo strumento operativo più importante è la scheda di rilievo e analisi della vulnerabilità, sulla falsariga di quelle già usate dalla Protezione Civile e dal CNR, che ai dati generali relativi all'edificio (ANAGRAFICO-IDENTIFICATIVI: ubicazione, dati catastali, epoca di costruzione, utilizzazione; TIPOLOGICI; TECNOLOGICI; STRUTTURALI, DIMENSIONALI; MORFOLOGICI), aggiungerà quelli propri del rischio e della vulnerabilità .
Il tecnico rilevatore dovrà essere adeguatamente informato e preparato all'identificazione sul campo degli aspetti salienti richiesti per una corretta compilazione della scheda.
L'implementazione della scheda di rilievo è propedeutica alla fase di studio vera e propria che condurrà all'elaborazione dei risultati da utilizzare nelle successive applicazioni.

 



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