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  • Io sono uno che non nasconde le sue idee questo e' vero perche' non mi piacciono quelli che vogliono andare d'accordo con tutti e cambiano ogni volta bandiera per tirare a campare

    Luigi Tenco, Io sono uno

  • non si vede bene che con il cuore. L'essenziale è invisibile agli occhi

    Antoine de Saint-Exupéry 'Il piccolo principe'

  • Spazio, luce, ordine. Sono cose di cui gli uomini hanno bisogno, come hanno bisogno di pane o di un posto per dormire

    Le Corbusier

  • L'idea coloniale di concedere per legge lo sfruttamento della terra, della nostra Pachamama (Madre terra), è un'idea datata. Nessun uomo puó sfruttare la terra, ma solo accudirla. Smettiamo di parlare solo di risorse e iniziamo a parlare di vita

    Roberto Espinosa, portavoce del Coordinamento Andino delle Organizzazioni Indigene

  • Un medico puó seppellire i suoi errori, un architetto puó solo consigliare di far crescere dei rampicanti

    Frank Lloyd Wright

  • Un uomo fa quello che e' suo dovere fare, quali che siano le conseguenze personali, quali che siano gli ostacoli, i pericoli o le pressioni. Questa e' la base di tutta la moralita' umana

    J.F.Kennedy

  • C'è un ruolo e una funzione per la bellezza nel nostro tempo

    Tadao Ando

  • A me la caccia mi e' sempre stata antipatica

    Antonio De Curtis in arte Toto' - (Dal film 'I tartassati ' di Steno, 1959)

  • Se io fossi il vento, non soffierei più su un mondo tanto malvagio e miserabile. ............. Eppure, lo ripeto e lo giuro, c'è qualcosa di glorioso e di benigno nel vento

    Herman Melville, Moby Dick o la balena (1851)

  • Amore e rispetto per la vita in tutte le sue manifestazioni, con la consapevolezza che non le cose, il potere e tutto cio' che e' morto, bensi' la vita e tutto quanto pertiene alla sua crescita hanno carattere sacro

    Erich Fromm, Avere o essere?

Forum di transizione industriale

AREA:  Supporti gestionali e organizzativi



 


 


 


 

Per un futuro migliore: non da prevedere, ma "da fare"
Il Forum di transizione industriale è uno strumento di ascolto, di indirizzo e di supporto ai sistemi economici locali, dove le parole d'ordine devono diventare:
  • credere nelle proprie idee;
  • assumere i rischi necessari;
  • sviluppare gli investimenti che servono;
  • procedere ciascuno nel proprio campo (imprese, famiglie, territori);
  • creare le ragioni sociali e politiche per costruire insieme un futuro possibile;
  • costruire il futuro mettendo in gioco la propria identità e le proprie differenze rispetto agli altri. Molti paesi lo stanno facendo e noi siamo in ritardo.
  • Nessuno investimento tecnologico (la soluzione viene interamente gestita in outsourcing e il personale non deve avere particolari conoscenze tecniche);
  • Statistiche di accesso, fondamentali per valutare l'efficacia dei singoli servizi attivati e per migliorare costantemente il sito.
Oltre la perenne crisi italiana
Attraverso il Forum di transizione industriale è possibile andare oltre la sfida tra "declinisti" e "continuisti", sapendo che:
  • il modello italiano è originale, diverso dagli altri, per la presenza dell'imprenditorialità diffusa e per l'organizzazione in distretti e filiere;
  • questa differenza non ne fa un capitalismo malato, destinato solo a soffrire;
  • ma ha una sua forza: finora ha dato buoni risultati tranne una battuta d'arresto negli ultimi tempi;
  • una discontinuità è però necessaria: un ciclo di sviluppo è finito, bisogna ricrearne di nuovi, ma sfruttando ciò abbiamo già fatto senza ripartire ogni volta da zero.
Le due sfide da raccogliere in chiave di identità
  • La globalizzazione dei mercati ha creato un'ECONOMIA DELLE DIFFERENZE in cui la concorrenza si fa partendo da basi di costo differenziate (costo del lavoro, ecc.) che devono essere compensate da differenziali cognitivi di pari importanza;
  • La smaterializzazione del valore ha creato un'ECONOMIA DELLA CONOSCENZA dove si vendono idee, creatività e servizi, e non (solo) prodotti materiali.
Per vincere queste sfide, l'economia italiana deve realizzare un doppio riposizionamento
  • Valorizzare la sua differenza distintiva cambiandole senso. Attraverso: la valorizzazione dei sistemi locali come risorsa competitiva unica, difficilmente imitabile, nelle reti globali; arricchire i prodotti materiali investendo sulla qualità, sui significati e sui servizi che il cliente apprezza ed è disposto a pagare;
  • Costruzione di un'economia della conoscenza adeguata da un paese ad alto costo del lavoro, che compete sulla base di conoscenze auto-prodotte (originali ed esclusive) frutto di investimenti ed innovazioni che segnano una discontinuità rispetto a quanto accaduto nel ciclo di crescita del recente passato.

 




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