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iperPIANO a Paesaggio Dolce

inserito Mercoledì 9, Dicembre 2015 da Roberto TOGNETTI

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In questa esperienza i risultati riassumibili negli schemi progettuali elaborati dai corsisti con il concorso dei vari docenti e tutor sono sorprendenti per qualità, livello di innovazione responsabile, contenuti di sostenibilità, freschezza di tono e modernità di linguaggio adottato. Pur rimanendo di fatto dei puri layout meta-progettuali rivelano capacità di visione e di indirizzamento delle politiche attive verso cui orientare effettivamente nuove pratiche di comunità per le scale dell'abitare.

Tali risultati sono stati ottenuti d'altra parte con una tempistica e una dotazione finanziaria minima rispetto a quella che sarebbe stata necessaria attraverso la normale filiera amministrativa della programmazione delle opere pubbliche e delle politiche territoriali previste dalla strumentazione urbanistica. Certo i percorsi sono solo parzialmente confrontabili: troppo libero il contesto progettuale adottato in ambito formativo, rispetto ai vincoli e alla complessità di un iter di ordinaria legittimazione giuridica. Tuttavia la divaricazione quali-quantitativa rimane straordinariamente aperta, proprio per l'efficacia-efficienza della prima sulla seconda. La questione infatti non è solo dei tempi e dei costi, ma riguarda anche la condizione di pervasività, visibilità, apertura dei processi innescati, del livello dei soggetti coinvolti e di tanti altri fattori per così dire socio-ambientali che pongono nettamente in primo piano questo nuovo modo di progettare attraverso intelligenze e conoscenze collettive piuttosto che competenze ordinarie convenzionalmente delegate secondo gli schemi normativi correnti.

Imparagonabili gli impatti tra i due approcci in termini di condivisione e partecipazione nel primo caso rispetto alla ristretta ordinarietà della normale procedura dove pochi decisori si rapportano con un centro di competenza incaricato, magari a volte di altissima levatura professionale (anche se in molti casi si rileva purtroppo anche l'esatto contrario), ma ció nonostante 'chiuso' dentro uno schema operativo che non si nutre di sufficienti scambi con il mondo esterno. Il tema è stato naturalmente proposto alla discussione sia alla scala micro dell'amministrazione locale nei confronti del Sindaco di Lizzanello, Costantino Giovannico  e sia alla scala macro con  l'Assessore regionale alla Formazione e al Lavoro Sebastiano Leo.

L'impressione ricevuta è che serva proseguire e rendere più frequenti queste esperienze e soprattutto serve garantire seguito e continuità a quelle che hanno già generato dei risultati progettuali tangibili come in questo caso.

Le mie conclusioni sono riassumibile nell'espressione riportata anche sui social web come narrazione pubblica «Abbiamo creato una infrastruttura cognitiva che dovrebbe essere offerta anche ad uno scenario economico più complesso».

Sono certamente convinto quindi in conclusione che:

1- lo sviluppo sostenibile deve essere perseguito da nuove forme di dialogo tra economia e ambiente;

2- le normali procedure previste da leggi e regolamenti siano sempre di più percorsi ad alto tasso di 'aridità' rispetto al altri itinerari più aperti e partecipati che si qualificano in modo trasparente come contesti alto tasso di 'fertilità'.

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Avete letto la relazione relativa agli interventi svolti domenica 29 novembre 2015 e che hanno riguardato i temi seguenti:
 
• 'Connessioni tra vivibilità del territorio e sviluppo' con l'obiettivo: indagare il concetto di paesaggio attraverso le connessioni Ce interferenze) tra l'opportunità della tutela e la necessità di promuovere lo sviluppo dei territori. E ció con la partecipazione di: Antonio Angelillo (progettazione del paesaggio); Roberto Tognetti (rigenerazione creativa della città); Carmelo Maria Torre (estimo e pianificazione territoriale).

• 'Rivivere gli spazi urbani' con l'obiettivo: introdurre una riflessione su come i cambiamenti sociali, culturali ed economici impongono un ripensamento del concetto di città a tutti i livelli della pianificazione. E ció con la partecipazione di: Roberto Tognetti (rigenerazione creativa della città); Carlo Infante (changemaker); Ivano Neri (progettazione ecosostenibile); Francesco Piero Paolicelli (digital champion).

Sono altresì intervenuti: Ettore Bambi come moderatore e come referenti politico-amministrativi: il Sindaco di Lizzanello, Costantino Giovannico  e l Assessore regionale alla Formazione e al Lavoro Sebastiano Leo.

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Il Paesaggio Dolce (Pratiche di comunità per le scale dell'abitare)',
progetto cofinanziato da Unione Europea, Ministero del Lavoro e Regione Puglia con Avviso 7/2015 Asse VII- Capacità Istituzionale- 'Percorsi di formazione Assetto del Territorio' approvato con Determinazione Dirigenziale n. 220 del 26/06/2015 sul BURP n. 95 del 02/07/2015 e approvato con Determinazione dell'Autorità di Gestione P.O. F.S.E. Puglia 2007/2013 n. 376 del 28/09/2015 pubblicata sul BURP n. 128 del 01/10/2015

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