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  • Scopo della scienza non è tanto quello di aprire le porte all'infinito sapere, quanto quello di porre una barriera all'infinita ignoranza

    Bertolt Brecht

  • Quanto più l'uomo impara a conoscere la natura, tanto più viene preso profondamente e tenacemente dalla sua viva realtà

    Konrad Lorenz

  • I paesi ricchi, che sovvenzionano la loro agricoltura a un ritmo di un miliardo di dollari al giorno, proibiscono le sovvenzioni all'agricoltura nei paesi poveri. Raccolto record sulle rive del fiume Mississippi: il cotone nordamericano innonda il mercato mondiale e fa precipitare i prezzi. Raccolto record sulle rive del fiume Niger: il cotone africano rende cosi' poco che non vale nemmeno la pena di raccoglierlo

    Eduardo Galeano, Il pianeta dei paradossi

  • Sono le azioni che contano. I nostri pensieri per quanto buoni possano essere, sono perle false fintanto che non vengono trasformati in azioni

    Gandhi

  • ...se poi si scavasse in un terreno duro, oppure non si trovasse a qualunque profondita' vena d'acqua, allora debbonsi raccoglier le acque, o dai tetti, o da altri luoghi alti, nelle cisterne con lastrico di smalto. ..... Codeste conserve d'acqua, ove si costruiscano duplicate o triplicate, in modo che dall'una all'altra si possano tramutare colando le acque, ne renderanno assai piu' salubre l'uso; imperocche' se vi e' un luogo al fondo ove depositi il fango, rimarra' piu' limpida l'acqua, e senza odore, e conservera' il suo natural sapore

    Vitruvio, De Architettura

  • L'oasi è fatta per il corpo, il deserto per l'anima

    Proverbio Tuareg

  • Uno de' maggiori vantaggi, che si possa trarre dall'acqua piovana, e' di radunarla in serbatoj sotterranei, che si chiamano cisterne, dove, quando ella si e' purificata traversando per sabbia di fiume, si conserva molti anni senza corrompersi

    Francesco Milizia, Principi di architettura civile (1781)

  • L'unica ricchezza rimasta al Terzo mondo e' la biodiversita': i nostri semi, le nostre piante medicinali che ci permettono d'entrare nel mondo produttivo. Non possiamo tollerare che i brevetti, i giganti alimentari ci tolgano anche questo

    Vandana Shiva, Earth summit 2002 Rio+10

  • Dovete lasciare che chi guarda se ne vada con le sue proprie conclusioni. Se dettate loro cosa devono pensare, avete perso

    Maya Lin

  • Tracciate la mappa dei caffè, e otterrete uno dei tratti fondamentali della nozione di Europa

    George Steiner Une certaine idée de l'Europe, Arles, 2005

'Slack space movement': una nuova chiave interpretativa per ri-definire il 'vuoto urbano'

inserito Sabato 14, Aprile 2012 da Roberto TOGNETTI

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Uno straordinario reportage di Rosalba Castelletti con un vivace commento di Franco La Cecla sulla sezione R2 di La Repubblica del 13 aprile 2012 (ved. Allegato). Una fotografia di come puó essere trasformato l'horror vacui provocato dal progressivo abbandono degli spazi nelle città britanniche, che ci sembra una possibile anticipazione di quanto potrà avvenire in molte città europee. Questo un dei passaggi salienti dell'indagine:
Slack space, li chiamano, prendendo in prestito il termine informatico che indica i byte non occupati in un file. In febbraio la percentuale di negozi vuoti nelle high street britanniche era del 14,6 per cento, il tasso più alto da quando nel 2008 la Local Data Company (Ldc) ha iniziato i suoi rilevamenti mensili. «Nel 2011 la percentuale è stata del 14,3 per cento, mentre nel 2008 era del 5,5 per cento. Parliamo - precisa Matthew Hopkinson, il direttore di Ldc - di 48.000 unità inoccupate. Un negozio su sette».
Segue poi la bella testimonianza dei tanti modi in cui lo spazio abbandonato viene riutilizzato con nuove attività e destinazioni, molte delle quali attinenti ad attività creative e a nuovi servizi per la comunità locale.
Il contributo di Franco La Cecla, riscopre il concetto di diritto alla disoccupazione creativa messo a punto tre decenni fa da Ivan Illich che intrecciato con le tesi di Richard Sennett nel suo recente libro 'Insieme' porta a disegnare una strategia coerente con la filosofia di iperPIANO e in particolare con uno dei tre nostri approcci INTEGRATI, ovvero quello di creaCITTÀ - Colmare i vuoti di città e territorio con il talento individuale e collettivo.


Certo l'analisi di La Cecla si spinge in profondità ed evidenzia come i luoghi che più hanno costituito comunità e democrazia dal basso sono stati nella storia i 'workshop', i laboratori artigiani proprio perché è nel fare con le mani, con il corpo e con gli altri che si crea quel legame che consente alle comunità di resistere alla stupidità suicida del capitalismo. L'arte del fare cose belle, utili, insieme cioè dell'avere un saper fare individuale o collettivo è ben lontana dall'idea di lavoro propugnata da un neoliberalismo che vorrebbe tutti dequalificati e decentrati e che sembra diventato più un piagnisteo bancario che un progetto di società.

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nato a Castelletto d'Orba (AL) dove risiede con moglie e una figlia.
Si laurea in Architettura nell'anno accademico 1987/88 presso la Facoltà di Architettura di Genova.
Dal 1989 al 1993 collabora, presso l'Istituto di Rappresentazione Architettonica della  ...   
 

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