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  • Quando un popolo non ha piu' senso vitale del suo passato si spegne. La vitalita' creatrice e' fatta di una riserva di passato. Si diventa creatori anche noi, quando si ha un passato. La giovinezza dei popoli e' una ricca vecchiaia

    Cesare Pavese

  • Una regione in cui una foresta primitiva affondi le proprie radici nel materiale decomposto di un'altra foresta primitiva è un territorio che favorisce non soltanto la fioritura di grano e patate, ma anche di poeti e di filosofi per le generazioni a venire

    Henry David Thoreau, Walking - Camminare (1851)

  • Che tu possa aver sempre aria per respirare, fuoco per scaldare, acqua da bere e terra su cui vivere

    Augurio Navaho

  • Un filo d'erba non è niente di meno che il frutto del monotono lavoro delle stelle

    Walt Whitman (1855)

  • L'idea coloniale di concedere per legge lo sfruttamento della terra, della nostra Pachamama (Madre terra), è un'idea datata. Nessun uomo puó sfruttare la terra, ma solo accudirla. Smettiamo di parlare solo di risorse e iniziamo a parlare di vita

    Roberto Espinosa, portavoce del Coordinamento Andino delle Organizzazioni Indigene

  • Nessuna quantità di pensiero potrà mai rivelare l'inaspettato

    Arthur Erickson

  • Meravigliosa è la forza dei deserti d'Oriente fatti di pietre, di sabbia e di sole, dove anche l'uomo più gretto capisce la propria pochezza di fronte alla vastità del creato e agli abissi dell'eternità, ma ancora più potente è il deserto delle città fatto di moltitudini, di strepiti, di ruote d'asfalto, di luci elettriche, e di orologi che vanno tutti insieme e pronunciano tutti nello stesso istante la medesima condanna

    Dino Buzzati, L'umiltà

  • La natura non si fa mai sorprendere in vestaglia

    Ralph Waldo Emerson (1803-1882), poeta, filosofo e saggista americano

  • Non è rinchiudendo il vicino che ci si convince del proprio buonsenso

    F.M. Dostoevskij

  • ...dobbiamo essere riconoscenti a quelle citta' per la lodevole discrezione che dimostrano, lasciando le rive del fiume ai boschi, ai prati e ai giardini

    Jerome Klapka Jerome, Tre uomini in barca (per tacer del cane) [1889]

La rivoluzione energetica ormai è inarrestabile

inserito Lunedì 18, Giugno 2012 da Franco BONTADINI

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Pochi l'avrebbero detto 5 anni fa e quasi nessuno nel festeggiare l'inizio del XXI secolo.
Oggi invece possiamo (finalmente) festeggiare una constatazione positiva: l'energia ha voltato pagina!
Oggi Repubblica pubblica un articolo provocante, che non sto qui a riportare, potete leggerlo al link che trovate sotto.
Riassumendo la situazione attuale: la domanda di energia elettrica in Italia varia, in base alle ore del giorno ed alla stagione, fra 20 e 60 GW.
Le rinnovabili (idro 16, fotovoltaico 14, eolico 8, biomasse 2) sono in grado di produrre fino a 40 GW.
Le fonti fossili dispongono di centrali con una capacità intorno a 70 GW.
Il fotovoltaico, puó tranquillamente arrivare a 20 GW ed essere in grado di  coprire la differenza di consumi fra giorno e notte (almeno per l'80% delle ore).
L'eolico, nei campi più ventosi, è la fonte più economica in assoluto (anche del teorico nucleare).
Le biomasse sono (già oggi) convenienti se la biomassa è di produzione locale e, ancor più in caso di autoconsumo.
In questo caso (autoconsumo), ai prezzi di oggi, il fotovoltaico è ormai conveniente anche senza incentivi.
Oggi la fonte fossile è indispensabile per assicurare la parità dell'offerta con la domanda (quando il cielo è coperto e non soffia vento restiamo a secco di oltre il 50% delle fonti rinnovabili, senza parlare della siccità).
Abbiamo peró, già oggi, periodi in cui la produzione da fonti rinnovabili supera la domanda. In questi periodi il prezzo dell'energia elettrica si azzera! La disponibilità di energia elettrica da fonti rinnovabili ha tagliato il prezzo massimo di oltre il 20% e sta contenendo l'inarrestabile aumento del prezzo di petrolio e gas metano (se ne ricordino tutti quelli che sottolineano sempre il costo degli incentivi all'energia da fonti rinnovabili).
E' chiaro che al nostro sistema manca una rotella: la capacità di immagazzinare energia. come Repubblica segnala, c'è chi se ne sta occupando, e non è solo con gli accumulatori elettrici che il problema potrà essere affrontato (serbatoi di calore sono allo studio di molti progetti).
Gli edifici hanno consumato oltre  il 40% dell'energia totale dello scorso decennio: nel prossimo (2020-2030) questo spreco sarà ridotto di almeno trequarti.
Parallelamente anche nei trasporti (non solo con l'auto elettrica) saremo in grado di tagliare oltre la metà del consumo di energia da fonte fossile, potremo così finalmente contenere i danni dell'energia da fonti fossili, senza ricorrere al multiproblematico nucleare (la toppa che è peggio del buco).
Ricordando che il sole fornisce almeno 10.000 volte l'energia che noi consumiamo, possiamo nuovamente sperare che le prossime generazioni abbiano almeno una possibilità di vita degna.
Non è una notizia da poco, visto quello che è successo nell'ultimo secolo. Se solo anche l'industria italiana si impegnasse in questo processo potremmo avere grandi vantaggi anche sul piano dell'occupazione e del lavoro (oggi riservati ai paesi, come Germania e Danimarca che hanno puntato sulla vera green economy). ...  So che non sono mai contento, ma, capitemi, è nella natura umana.

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